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The Entity of Decolonization – Borgo Rizza is a new installation by DAAR – Sandi Hilal and Alessandro Petti, that explores the possibilities of critical reappropriation, reuse, and subversion of fascist colonial architecture and its modernist legacy. The installation is an attempt to desecrate the rural settlement of Borgo Rizza, built in 1940 by the Ente di Colonizzazione del Latifondo Siciliano [ECLS, Entity of Colonization of Sicilian Latifundia] during the fascist regime. Together with other rural colonies, its function was to reclaim, modernize, and repopulate Sicily, which the regime considered backward, underdeveloped, and “empty.” A very similar architectural blueprint was adopted by fascist colonial urban planning in Libya, Somalia, Eritrea, and Ethiopia around the same time. The installation is a scaled reproduction of the village’s main building facade, which the artists have deconstructed into fifteen multipurpose modules, to be activated through decolonial assemblies: a discursive space where the public is invited to critically reconsider the social, economic, and political legacies of the fascist and colonial heritage while collectively imagining new common uses.
Ente di Decolonizzazione – Borgo Rizza è un nuovo progetto di Sandi Hilal e Alessandro Petti (DAAR), sostenuto dalla decima edizione dell’Italian Council (2021), che esplora le possibilità di riappropriazione critica, riuso e sovversione dell’architettura coloniale-fascista attraverso un’installazione artistica. A partire dalla scomposizione e ricomposizione di una facciata dell’edificio dell’Ente di Colonizzazione del Latifondo Siciliano (1940) costruito a Borgo Rizza (Siracusa), l’installazione si sviluppa in diversi moduli-sedute che aiutano l’attivazione di uno spazio discorsivo aperto dove il pubblico è invitato a partecipare e riconsiderare criticamente gli effetti sociali, politici ed economici dell’eredità fascista e coloniale e allo stesso tempo immaginare collettivamente nuovi usi comuni.

L’opera sarà presentata e attivata con una serie di assemblee decoloniali in diversi luoghi: al Museo Madre di Napoli (giugno 2022), a Berlino (giugno 2022), a La Loge, Bruxelles (inverno 2023), e nel Comune di Albissola Marina (primavera 2023).

Desideriamo, insieme con tutti coloro che ne avvertono l’urgenza, a partire da queste architetture, riflettere criticamente sui princìpi di colonialità che questi luoghi hanno espresso. Vogliamo capire insieme quanto questi princìpi muovano ancora alcune nostre sensibilità, informino involontariamente i nostri sguardi, e si rivelino inaspettatamente nella scelta di alcune parole o gesti che razzializzano, escludono e finiscono per mantenere certi equilibri di potere.

Quali fantasmi si muovono ancora nel nostro immaginario collettivo perpetrando attorno a noi atteggiamenti, più o meno volontari, di esclusione e di privilegio? Come possiamo collettivamente lavorare sul nostro privilegio per attivarlo in potenziale trasformativo? Ammettere di goderne gli effetti e i vantaggi non è più sufficiente e tutta una serie di azioni devono poter prendere forma dalle consapevolezze acquisite. Ente di Decolonizzazione – Borgo Rizza prende corpo proprio da un fantasma e dalla sua manifestazione spaziale in Sicilia. Infatti, il progetto si appropria, profanandole, delle architetture dell’Ente di Colonizzazione del Latifondo Siciliano: una serie di borghi costruiti dal regime fascista nel 1940, per colonizzare la campagna considerata arretrata e non produttiva, ed imprimere una visione urbanistica molto simile a quella che si andava costruendo negli stessi anni nelle colonie in Libia e nelle città dell’Africa orientale occupate e colonizzate dagli italiani. I moduli che useremo per riunirci, pranzare insieme, discutere, leggere brani di testi per noi importanti, riflettere collettivamente su immagini e suoni portati in condivisione, ricalcano la facciata della sede dell’Ente di Colonizzazione del Latifondo Siciliano costruita a Borgo Rizza, nel comune di Carlentini, in provincia di Siracusa.

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